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Ferrara rap

24 Maggio 2012 alle 18:30

Cavaliere tenga da conto Monti. O qui finisce male. Si rende conto della performance? Ferrara è stonato come una campana e canta. Non lo faccia per lui lo faccia per noi. Questo è capace d’andare a San Remo. Pensi alla vergogna di un povero (s)fogliante: di Pace, Benini, Langone: “Tienimi da conto Monti” canta il direttore del Foglio Giuliano Ferrara. Dirige l’orchestra il maestro Andrea Marcenaro. No dai, questo no, porca troia. Cosa dico ai miei amici. Oh Franco cosa dici di Ferrara? Tu che dicevi “E' un giornale serio, va al fondo delle cose, colto”. Cosa posso rispondere? Si è un momentaccio, non si sente bene, capisco l’ironia, abbiate pazienza, passerà. Però guardate, la canzone è carina, densa di significati. A ben sentire si coglie una sfumatura esistenziale, quasi una trasposizione musicale dell’urlo di Munch. E se osservate più in profondità, sotto traccia, noterete una nota d’allegria che quella crosta di dipinto non ha mai avuto. Il pezzo, mi sembra incontrovertibile, introduce in quella dimensione onirica, pur nell’ossessività cadenzata delle note, tipica del folle. E come ben sapete tutti, il folle dice sempre la verità.

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