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Si invoca il divorzio breve ma si teme che la "sposa" greca ne approfitti

23 Maggio 2012 alle 11:28

Se il divorzio mina la stabilità dei rapporti familiari, il divorzio breve neppure li mina, ma ne battezza la instabilità. Nulla di nuovo: ci hanno ben insegnato che la società è liquida, informe e/o multiforme, coriandolizzata etc. e che nessun vincolo istituzionale può né deve arginare il valore delle scelte individuali, degli orientamenti, dei gusti, delle mutevoli volontà di ciascuno, in una parola: dei famigerati “diritti”. Tanta passione civile per sostenere la progressiva mutazione della società da comune di famiglie a comune di individui immediatamente però arretra ed inverte la rotta quando si tratta di valutare il fenomeno nella sua dimensione macro, quella nazionale ed internazionale: ecco che tutti riscoprono il valore della stabilità, della solidarietà, della continuità, degli impegni e delle responsabilità assunte dalla comune delle nazioni. E per un Gideon Rachman che scrive sul Financial Times: “meglio separarsi”, stuoli di europeisti chiedono che la Grecia resti unita more uxorio a quella finzione giuridica che è l’attuale Europa perché un divorzio, breve o meno che sia, avrebbe conseguenze tragiche per tutti... (il che capita in ogni divorzio).

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