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A Parma, la destra è in vacanza

22 Maggio 2012 alle 12:00

La giunta di centro destra ha ridotto la città, la mia città, al pari di Kabul. Invotabili. Il PDL passa dal 25% al 5% dei suffragi, la Lega non implicata nella giunta dimissionata dal 10% al 2%. La destra a Parma non esiste più e gli elettori sono in libera uscita, senza rappresentanza. Potevo votare Lega, ma il familismo amorale è roba da terzo mondo, quindi l’ho esclusa, pur mantenendo una vicinanza su alcuni temi appartenenti al movimento. Il PD si presenta con un listone collegato comprendente FLI, Comunisti Italiani, SEL e IDV. Avete capito bene, FLI e i comunisti. Solo il PD poteva anche, viste le macerie della città, ottenere il mio voto, ma gli altri proprio no, impossibile. Meglio l’uomo bauxite o il fissatore di ghiande. Primo turno scheda bianca. Al secondo turno devo scegliere fra l’armata Brancaleone e Pizzarotti l’outsider (M5S). Per me, comunque vada, è una Stalingrado. Il programma di Pizzarotti non mi piace. E’ velleitario e pieno di sinistrismi. Ha però un vantaggio: è giovane e non ha storia, quindi fino a prova contraria è onesto. Di questi tempi non è poco, e l’ho votato. Poi il governo della città imporrà di ammansire certe asperità di programma (forse). In ogni caso una Caporetto. Fuori dal perimetro della città, Parma laboratorio nazionale mi sembra esagerato. Un anno fa Pisapia a Milano sembrava il futuro dell’Italia? No. Sento qua e là interviste che riconducono la sconfitta del centro destra alla sua adesione al governo Monti. Errato. Paga per le inadempienze del suo governo e per la modifica del dna originario. Ha scelto le gilde degli avvocati e dei farmacisti, sta per accordarsi per un ritorno al proporzionale e non è affatto incisivo sui tagli, gli sprechi e la corruzione. E’ un altro partito, irriconoscibile.

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