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Utilità del Grillo berciante

12 Maggio 2012 alle 09:00

“Il problema è che la paura fa consenso, specie se amplificata” osserva Emma Bonino. Corretto, anzi ovvio: ma come risolvere questo problema? Altrettanto ovvio, sia possibile o impossibile a breve o per sempre: eliminando o almeno riducendo la causa oggettiva della paura. Indottrinare i cittadini, ammonirli che non c’è da aver paura, non funziona, e irrita chi si sente trattato come un bambino. Peggio ancora è richiedere consenso come marziani salvifici: è una bella pretesa quella dei partiti, che tanto hanno contribuito alla recessione causa della nostra paura, nonché quella dei professori che la ravvivano e usano come instrumentum regni, che il consenso non vada a qualcun altro. Concludo: la “bolla” Grillo scoppierà appena avremo segnali certi di ritorno alla stagnazione: che è il nostro massimo possibile di sviluppo, se, esaurita la pressione populista, le esortazioni di tantissimi autorevolissimi pubblicisti non impediranno l’infiacchirsi dell’odierno improvviso fervore di tagli a spesa pubblica prima e pressione fiscale poi, così come a nulla sono serviti per anni, in assenza di spinta popolare, e sia pure populista. Più che applicarsi a dimostrarne l’evidente vacuità politica, sarebbe forse opportuno considerare Grillo un utile strumento di demolizione virtuosa. C’è da essergli grati, da augurargli spazi mediatici non inferiori a quelli del Santoro d’annata (quanto a votarlo, impensabile).

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