cerca

Palombelli, Armeni e l’antipolitica

10 Maggio 2012 alle 07:30

L’antipolitica tecnicamente è appellativo che non si addice a chi, democraticamente, cerca di conquistare il potere attraverso libere elezioni, così insegna la scienza politica. M5S così si comporta. Antipolitica sono le BR, piuttosto che i black bloc. La mafia è antipolitica. Per la Signora Armeni è antipolitico chi non vota, io ho qualche dubbio, ma l’affermazione non è peregrina (io ho votato scheda bianca al primo turno). A suo tempo furono tacciati d’antipolitica Berlusconi e la Lega, ma poi politica l’hanno fatta. Cercando di comprendere il fenomeno Grillo è di tutta evidenza un’anomalia: il comico non si candida, ma organizza persone giovani e sconosciute. Questo non l’avevamo mai visto. Tuttavia c’è uno spread fra Grillo “l’imbonitore” e gli attori veri che scendono nell’agorà politica. Questi ultimi non utilizzano il registro linguistico tipico di Grillo, ma tendono ad un linguaggio sobrio e fermo. emmai il “male” dei grillini riposa nella demagogia (talvolta nell’utopia), che peraltro infetta tutti i partiti tradizionali. A dosi omeopatiche la demagogia è l’insaporitore di un progetto. In Italia, e non è solo Grillo, di demagogia ne abbiamo vista a tonnellate, penso ad esempio alle punte estreme dell’antiberlusconismo e per non far torto a nessuno, alle iniezioni di morfina sulla situazione reale del paese solo dieci mesi fa. Ma il fatto politico vero è che un vuoto viene sempre riempito, comunque la si pensi. Alla politica trovare (e non è affatto difficile) il progetto per ricondurre all’ovile i voti perduti. Aggiungo che un conto è Ferrara che ritiene un flop M5S, un altro è Napolitano, che dovrebbe ricondurre il tutto in ottica super partes. Ma questa è demagogia, poiché il nostro presidente è già andato ben oltre. Per quanto concerne l’elefantino, direi che è un “caro compagno che sbaglia”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi