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Danni collaterali

9 Maggio 2012 alle 13:30

Il presidente del Consiglio Mario Monti, in occasione di un recente convegno della Commissione Europea ha detto: «Le conseguenze umane (della crisi) dovrebbero far riflettere chi ha portato l'economia in questo stato e non chi da quello stato sta cercando di farla uscire». Poi, la precisazione ufficiale: «Non parlavo di suicidi, ma di conseguenze umane». Le infelici espressioni del Presidente del Consiglio si inseriscono nel filone delle numerose sfortunate esternazioni dei Professori del c.d. Governo Tecnico. Gli esempi sono tanti. Le dichiarazioni del Sottosegretario Martone sui ventottenni non laureati e dunque “sfigati”, le dichiarazioni dello stesso Ministro Fornero sui “giovani ignoranti” ed ancora del Prof. Monti sulla “monotonia del posto fisso”, per citarne alcune. Non si tratta però di “difficoltà di comunicazione tipiche dei tecnici” come troppo affrettatamente qualcuno si è preoccupato di perdonare. La netta sensazione che se ne trae è piuttosto che il Presidente del Consiglio (forse perché cresciuto tra i Burosauri della UE, dei avidi e indifferenti alle umane vicende come quelli che siedono nell’Olimpo o ad Asgard), e così la maggior parte dei suoi Ministri e Sottosegretari, sembra mancare non tanto di sensibilità quanto di un qualsiasi legame con la “realtà sociale” destinataria dei provvedimenti del c.d. “governo tecnico” tale da consentirgli l’elaborazione di una previsione attendibile di “reazione” della “società civile” alle decisioni/imposizioni del Governo. La terribile sequenza di suicidi, e le tragiche conseguenze umane di tale gesto sui sopravvissuti al suicida, come diretta conseguenza dello stato in versa l’economia nazionale, certo, ma anche dei provvedimenti adottati dal Governo Tecnico per “uscire dalla crisi“ non viene perciò minimamente considerata dal Capo del Governo. Al più forse, burocraticamente, come “danni collaterali”.

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