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Il buio oltre la siepe

7 Maggio 2012 alle 18:00

Non occorre scomodare R. Scruton per intuire che la democrazia si regge su una forte identità nazionale e ovviamente su idee condivise. Per ragioni storiche e forse non condivise, questa identità in Italia non c'è. Piaccia o no è a partire da un principio superiore (la nazione) che i partiti traggono legittimazione. Noi invece siamo politicamente agguerriti a partire dall’ideologia-partito, ed è un brutto sintomo. Un altro segnale forte che suggerisce da un ventennio il declino della repubblica, quindi la convivenza civile fra le genti, è la giustizia che coi suoi tempi non è giusta. Da qui lo sfaldamento del concetto di giustizia per cui l’uomo con il fucile a pompa è per taluni un eroe, per altri un delinquente. Addirittura chi è di destra ha dovuto tifare Hollande, uno straniero di sinistra, che forse mitigherà il rigorismo tedesco perché noi non crediamo ai nostri governi. Siamo arrivati al punto che pragmaticamente s’afferma che oltre Monti non c’è nulla, ed è terribile. Se ad un’anomalia come il governo tecnico voluto da un non eletto (altra anomalia) non v’è alternativa, significa che non esistono nazione e repubblica. Poi diciamo la verità, la proposta di riforma elettorale che abc s’appresta a votare in parlamento è il trionfo dell’ambiguità e della futura ingovernabilità sistematica. E anche questa è antipolitica e della peggior specie. PS per chi ama le mini statistiche. Voto a Parma su sette votanti PDL, amici miei. Tre hanno votato Grillo, una scheda bianca (la mia), un astenuto, uno è passato alla Lega, uno ha rivotato il pdl nascosto in una lista civica.

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