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Damka e le ragioni del cuore

3 Maggio 2012 alle 20:30

Mio padre in Russia adottò un pastore tedesco. Durante la ritirata e con la fortuna di un poco di benzina e un camion (stipato all’inverosimile di soldati) dovettero abbandonare la cagna che si chiamava Damka. Non c’era posto per lei. Il cane inseguì l’automezzo fintanto che non si fermò esausta, dove morì di freddo e fame. Mio padre, che era molto riservato, si commuoveva quando, raramente ricordava quell’avvenimento. La ragione impose l’abbandono. Un uomo per un cane, ma le ragioni del cuore furono disattese, tant’è che diceva: “Se avessi insistito di più…”. A lui devo l’amore per la creazione tutta. Contrario alla tortura della vivisezione ringrazio Ferrara e il Foglio per la netta presa di posizione sui Beagle di Brescia.

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