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Per carità di patria, non ricominciamo

2 Maggio 2012 alle 12:00

Dopo tutto quel che è successo da quando questo Paese è stato governato – finalmente – da un “Governo del Presidente”, per combattere la Prima guerra intercontinentale del pianeta, non possiamo ricominciare con i riti del 1948, tout court, come se nulla fosse. E poi chi dice che siamo già nel “dopoguerra”? Se fossimo un paese razionale destineremmo la prossima legislatura a restaurare la Costituzione e a sciogliere tutti i famosi “lacci e laccioli” disseminati nelle nostre leggi e normative varie. Così, intanto crescerebbe una nuova generazione politica, sperando in Dio. L’occasione, unica e irripetibile, ci verrebbe data da questo governo “tecnico” che, vero miracolo, pare che abbia suscitato un nuovo spirito di collaborazione tra forze politiche avvezze a cercare la propria identità nella sorda contrapposizione reciproca.

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