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Perché resto Berlusconiano

23 Aprile 2012 alle 21:00

La crisi del 92’ era crisi di sistema, come lo è oggi. La fine della contrapposizione est-ovest in nome della quale ogni liceità fu ammessa, segnava ineluttabilmente la fine del nostro sistema istituzionale e costituzionale. Berlusconi comprese questo. La proposta di modificare l’architettura dello stato, rifondando anche i partiti, in senso maggioritario era la risposta a quella crisi. Oggi i partiti sono travolti dagli scandali, perché il “partito di plastica”, come il partito a vocazione “maggioritaria” sono usciti sconfitti. Errori, omissioni, fronde interne e un formidabile apparato politico-mediatico-giudiziario non ha permesso la rivoluzione copernicana del sistema. Il bipolarismo muscolare è finito, recita Fini (e tanti altri) ingannando chi ascolta poiché la risposta è un marcescente ritorno al proporzionale totalmente inadatto e già fallito a suo tempo. Il sistema dei partiti onnipresenti (vedi partecipate) genera corruzione, poiché gli uomini sono un legno storto e solo un riassetto della funzione del partito può migliorare il sistema e con esso la democrazia. Contrariamente a quello che pensano i piccoli esegeti di sinistra il Berlusconismo non è conflitto d’interessi, barzellette e burlesque, è molto di più e va oltre la persona di Berlusconi. Resto Berlusconiano nel senso di opzione maggioritaria e rifondazione dello stato, anche se i partiti un tempo maggioritari si sono sciolti come neve al sole. PS invidio i francesi, la quinta repubblica e il loro sistema elettorale.

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