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Questi liberal

21 Aprile 2012 alle 09:30

Si potrebbe, banalmente liquidare la Camusso col detto: ”Il lupo perde il pelo ma non il vizio”. Ma poiché dietro c’è un tormento autentico che merita rispetto, cerchiamo di capire. Il Direttore scrive:”Questi socialisti che dirigono la Cgil dopo la lunga egemonia comunista sono peggiori dei predecessori”. Una constatazione che è il nocciolo del problema. I socialisti, sintetizzando, sembrano aver sempre vissuto e subito il dilemma, se si vuole romantico, tra l’apparire e l’essere. Marx portò allo scoperto questi tentennamenti culturali. Nacquero due sinistre che, nei fatti, si disputavano la stessa torta. Da noi i Socialisti hanno avuto una posizione subalterna, psicologica e politica, nei confronti dei comunisti, nata nel 1921 e non più rimossa. Ora i socialisti della Cgil, forse inconsciamente, tendono a dimostrare che sono loro i veri comunisti. E, come sempre accade la copia è peggiore dell’originale. Il tormento nasce da complessi passati e insoddisfazioni presenti derivanti dal fatto che le ricette marxiane non sono valide in una economia globalizzata e che non hanno cervello e gambe per uscire nettamente dal rifiuto, obsoleto retaggio comunista, di considerare capitale e lavoro soggetti complementari. Aggiungiamo gli inevitabili contorni caratteriali ed emotivi. Il cerchio si chiude e le bizze esplodono. A meno che, ma sarebbe un insulto alla Camusso, la Cgil tema che il ministro Fornero possa aprire una breccia nel copione che loro somministrano ai lavoratori. A nessun potere, fa piacere che i suoi possano essere stimolati a ragionare al di fuori del “Credere, Obbedire, Combattere”. Roba uscita dalla mente di un sindacalista rivoluzionario.

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