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L'amore, per dirla con la Fornero, non costituisce più lo “schema tipico del rapporto sessuale".

20 Aprile 2012 alle 14:30

Sulla infame diversità di valutazione delle vicende sessuali in cui sono incappati CAV e DSK, il Direttore ha messo un punto e, mi pare, definitivo. Ma, più in generale, “il rapporto tra sessualità e potere genera equivoci” solo perché, banalmente, è la sessualità in quanto tale ad essere diventata “equivoca”: una terra di nessuno che oscilla e tra la incontrollabile pulsione dei sensi ed il lucido perseguimento del piacere. Lo spazio dell’amore, della caritas che declina l’eros/agape nella donazione permanente di sé all’altro [mi scuserà Roberto Beretta se la citazione implicita di Papa B XVI gli possa qui sembrare abusata per mero esercizio dialettico] è relegato a quello di una opzione tra le tante. E, per dirla come la Fornero, non costituisce più lo “schema tipico del rapporto sessuale”. Ed ora è buffo accorgersi che nella proliferazione di schemi di rapporti sessuali che la società emancipata offre al libero sviluppo della personalità di ciascuno, sia diventato invero spesso difficile distinguere tra libero amore (mero esercizio della propria libertà), mercimonio (volontà di lucrare vantaggi dal rapporto sessuale) e violenza (volontà di imporre il proprio potere sessuale). Ma non dubito che sapienti sociologi sapranno districare la matassa.

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