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Il trionfo dei demagoghi stercorari

19 Aprile 2012 alle 09:30

“E sanno perfettamente che bisogna saper convivere in un modo o nell’altro con sé stessi, e naturalmente con gli altri peccatori”. No, Direttore non lo sanno, o meglio fingono di non saperlo, perché conviene, considerata l’autonomia di pensiero dei destinatari dei loro messaggi, sostenere che i “peccatori” sono solo gli altri. Con cui è impossibile convivere. Il vero problema non è Grillo, il Masaniello di turno non manca mai, ma l'inconsistenza culturale e politica di chi lo applaude. Dire che siano tanti, e in aumento. Niente di nuovo, al peggio non c'è limite. Addirittura può essere salutare vedere quante sono le pance inquiete in Italia. Un censimento per la Grillocrazia. Nuova categoria politica che se dovesse affermarsi , ma non lo credo, confermerebbe l’immaturità politica media di cinquanta milioni di individui elettori. L’Italia repubblicana nacque nel 1946 sulle basi devastanti dell’assunto di una divisione manichea tra buoni e cattivi. Le elezioni del 1948 seguirono questo solco e, visto che in definitiva, conveniva a tutti i detentori del potere, non lo si è più abbandonato. Qualsiasi progetto politico strategico per l’Italia non può prescindere dalla valutazione pragmatica di questa realtà. Il Cav. non avvertì che nella situazione del 1994, basta pensare alla gioiosa macchina da guerra, lui sarebbe stato incluso tra i cattivi, perché osava parlare di un nuova Italia e che, anche tra tanti dei suoi milioni di elettori quella nuova Italia non stava bene. Interessi consolidati, trasversali e ubiqui non lo potevano tollerare. Quello che ne è seguito, non è frutto del caso.

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