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Il qualunquismo reattivo

19 Aprile 2012 alle 07:30

Nel mio vocabolario la parola "qualunquismo" ha sempre avuto un'accezione negativa perchè sinonimo di una forma di pigrizia intellettuale che non ci permette di fare delle scelte. Devo dire, però, che negli ultimi tempi questa mia certezza comincia a vacillare. La cronaca di questi giorni, infatti, se bene analizzata, ci fa capire che siamo immersi nello stesso processo storico degli anni novanta, quando la Magistratura si assunse il compito di cambiare “politicamente”il Paese. Gli analisti osserveranno che le due situazioni sono diverse, che è cambiato il contesto e le condizioni. Tuttavia, in buona sostanza, oggi la Magistratura sta facendo ciò che la politica in venti anni non è riuscita a fare ,con l’aggravante che i politici di oggi i quattrini li hanno presi non per il partito ma per se stessi. Questa situazione rende non più credibile questa classe politica e non è certo una modifica della legge elettorale che la può cambiare se a muovere i fili sono sempre gli stessi. Non sono ottimista sul futuro e a volte penso che, paradossalmente, il ripudio di questa politica con una forma di qualunquismo reattivo sia l’atteggiamento più coerente.

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