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Sui rimborsi: quel Pd che non evolve

17 Aprile 2012 alle 10:30

Ora il leader del PD ci fa sapere, in buona sostanza, che loro hanno bisogno "di quei soldi" per sopravvivere. Bella sparata...Questo deprecato scossone candidamente comunicato di questi tempi e a meno di un mese dalle prossime consultazioni elettorali...Sarà incoscienza o vogliono volutamente loro stessi le urne vuote?Il momento nero dell'antipolitica è sotto gli occhi di tutti e...un'occasione d'oro per tentarne di uscire sarebbe stata quella sulla decisione dei "tre grandi" di disdegnare i rimborsi elettorali (almeno in quella forma), a seguito delle clamorose ruberie messe in atto. Insomma il PD non rinuncia alla sovvenzione...Invece di capovolgere il ragionamento che toccherebbe il loro "apparato" che dovrebbe perdere pezzi (sedi, spese di rappresentanza, personale, ecc.)..Se questo immobilismo fosse applicato al privato, potrebbe esistere il rischio di altri suicidi (da mancato credito)? Più facile sostenere la tesi della necessità di contributi? Da questo modo di filosofeggiare si potrebbe arrivare a spiegare anche perchè il Paese versa in tale situazione. Da cui si possa spiegare la disaffezione e perchè poi, iscritti ed eletti "fatichino" nel continuare a foraggiare il Partito, in contrapposizione ad altri Partiti, più piccoli e snelli, che hanno già dichiarato di rinunciare ai contributi. D'accordo un calo di "appeal", ma qui necessita pure di "restringersi a giuste dimensioni".

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