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Rimborsi ai partiti: quale credibilità?

17 Aprile 2012 alle 14:30

Se non ricordo male, un anno fa i maggiori partiti volevano addirittura "raddoppiarsi" gli attuali contributi e tra i più voraci di allora c'era il PD, Quindi il PD risulterebbe tra i più combattivi in materia pena la loro sopravvivenza (ma guai provare a rientrare con abbassamento dei costi). Oggi una decisa e logica critica a quel mondo è diventata "antipolitica". Da quando un partito investe e tesaurizza in oro e diamanti (forse l'asse di attenzione si sta spostando "dal popolo all'investimento")? Una battuta da intercettazione ci aveva persino portato a conoscenza che il PD potesse "avere una banca"? Partiti (che dico, ex-partiti) che di poco popolare hanno un tesoretto vero e proprio, andato completamente "privatizzato". Già, quando ancora i partiti erano alla ricerca di fondi per i manifesti murali (tempi eroici). Insomma, partiti arroccati sul loro tesoretto o caduti dalle nuvole, quando si sono scoperti gli ammanchi, come di recente. Quanti interrogativi da questi comportamenti mentre Industria ed Economia del Paese sono abbandonati a loro stessi. Altra domanda bizantina: questi partiti che mostrano preferenze negli investimenti più spericolati (oro, diamanti, immobili, azioni estere, ecc.) abbandonando i classici titoli di Stato (italiani) non saranno un pò troppo "sopra le righe"?

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