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Non solo Merkel, please.

17 Aprile 2012 alle 15:30

Se vi è parso che la voce dell'antipolitica in questi ultimi tempi abbia raggiunto livelli di decibel fuori norma, avete perfettamente ragione. Vi chiedo però di uscire dalla redazione, come certamente già molti di voi fanno, e di recarvi, non tanto dalle solite famiglie o pensionati che non arrivano a fine mese e sono diventati (da anni) un'arma bianca in mano agli speculatori propagandisti e demagoghi. Andate in giro per le aziende che quotidianamente lottano per non licenziare (altrochè art. 18!) e scoprono, anzichè essere oggetto di un interesse defiscalizzatore, liberalizzatore e deburocratizzatore, che è uscita la nuova imposta per il reddito d'impresa, che l'IRAP rimane, che l'IMU sarà alle stelle, che l'energia sarà più costosa e che dei grandi evasori non c'è la minima traccia. C'è "soltanto" il ritorno, forse ancora più in grande stile, di una tangentopoli dalle pieghe infinite che, se non è il problema principale (e non lo è), getta comunque il cittadino normale nell'assoluto sconforto. Ma è demagogia, vero? E' demagogia, lo so, dietro a queste scrivanie piene di problemi concreti e quotidiani. E' demagogia, ma non la si vuole spegnere quest'onda anomala di demagogia. Sì, la Germania, l'euro, la voce grossa che è giusto fare con la Merkel, ma le riforme, le imposte, le tasse, il lavoro, la giustizia e la politica qui dipendono anche da qualcun altro, se permettete.

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