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Proposta

16 Aprile 2012 alle 18:00

Nel prossimo numero de Il Mulino apparirà un saggio sulla crisi della democrazia di Alessandro Pizzorno che auspica più governance e meno Parlamento: in modo molto condensato vorrebbe una diminuzione della Democrazia. Il problema esiste: chi oggi è chiamato ad amministrare deve sapere quale effetto avranno nel mondo globale le sue decisioni. Però delegare il potere a tecnici di economia e finanza equivale a dare il gregge in affidamento al lupo. Perciò insisto su una mia vecchia idea: due Camere, una di produzione del reddito e una di ripartizione della spesa. Una Camera, prevalentemente tecnica, che abbia come scopo quello di legiferare per promuovere lo sviluppo economico e l’altra, prevalentemente politica, che abbia come scopo quello di legiferare per la ripartizione del reddito prodotto. Entrambe dovranno presentarsi all’elettorato con previsioni ben quantificabili ed entrambe a fine mandato saranno valutabili in base ai risultati. L’elettore potrà scegliere anche tendenze politiche diverse per l’una e l’altra Camera. E’ una costruzione molto complessa ma, secondo me, prima o poi dovrà essere presa in considerazione.

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