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Il finanziamento pubblico ai partiti

13 Aprile 2012 alle 13:45

Le manovre in corso per rendere più trasparenti i finanziamenti pubblici ai partiti e per introdurre qualche forma di controllo sui loro bilanci e sul modo in cui impiegano tali risorse sono solo dei maldestri tentativi di recuperare un po'di credibilità e di rilegittimarsi di fronte ad una opinione pubblica sempre più sconcertata. In realtà, occorrerebbe non solo abolire tali finanziamenti per uniformarsi alla volontà espressa dalla larghissima maggioranza degli italiani in occasione del referendum del '93, ma si dovrebbero obbligare i partiti a restituire tutte quelle somme che eccedono le spese elettorali effettivamente sostenute e documentate, somme che ( a parte i casi scandalosi di vero e proprio ladrocinio) sono finite spesso in investimenti immobiliari e finanziari che nulla hanno a che vedere con le finalità politiche ed istituzionali dei partiti stessi. Altrimenti, visto che i finanziamenti escono dalle tasche dei cittadini, questi sarebbero legittimati a qualche forma di sciopero fiscale per ristabilire un po' di giustizia e mettere fine a degli abusi intollerabili, soprattutto in tempi come questi in cui agli uni si chiedono sacrifici, mentre ai partiti e ai privilegiati della casta viene concesso di continuare a viaggiare nell'abbondanza come se nulla fosse.

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