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Mario Mauro

9 Aprile 2012 alle 18:10

Ho assistito al trascorrere di quasi 70 anni del secolo scorso. I casi della vita mi hanno portato a finire i miei giorni sul suolo francese, ogni bene immobile è stato alienato e quindi non rimango legato all'Italia da alcun interesse materiale, ma solo da un profondo amor di Patria. Che, nonostante certe ipocrite celebrazioni, non mi sembra sia più sentito comunemente, sepolto, forse, sopratutto dall'ignoranza diffusa del suo significato. Ho avuto il privilegio di essere stato educato quando ancora se ne inculcavano i valori, derivati, senza i trucchi odierni, dal sentire elitario del Risorgimento Valori che, forse,anche dopo aver anglicisticamente "badogliato", hanno consentito agli italiani di allora di far diventare l'Italia una delle prime potenze economiche mondiali, ottenendole il rispetto del mondo. Adesso stiamo velocemente scivolando verso il rango di Stato di categoria inferiore rispetto al mondo intero e a quelli che furono i nostri pari; e non per colpa degli altri o dei mercati, che in fondo hanno il diritto di fare i loro interessi, ma per colpa nostra. Gli italiani , oggi, si dimostrano sempre di più vigliacchi, creduloni e meschini. Ma sono anche, in maggioranza, molto invidiosi e quindi ottimi democratici ; nessuno infatti ha potuto ragionevolmente demolire il concetto di Bertrand Russel secondo il quale l'invidia è la base della democrazia. Stupidi, anche; perchè non si rendono conto, ad esempio, che non si può rifiutare il nucleare sulla base di vaghi timori e poi disperarsi e protestare quando le imprese chiudono a causa del costo dell'energia superiore a quello di altri paesi. Lei, caro direttore, conosce molto meglio di me le cause del nostro declino e fa quel che può per combatterle. Ma come arrestare questo declino? A parte il perfetto "phisique du role" Monti non mi sembra in grado farlo. Grazie.

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