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Picchiate, picchiate, ormai non fa più paura

7 Aprile 2012 alle 07:30

Ieri sera Ferrara ha reso l'onore delle armi ad Umberto Bossi. Solo un vero, grande giornalista è riuscito a dividere la situazione attuale della Lega dal suo fondatore. Concordo con Ferrara. Il giovane Bossi ha fondato un movimento spontaneo che ha saputo fare politica. E che politica. Al di là di eccessi verbali, di gesti e parole da dimenticare, Bossi ha convinto tutte le grandi regioni del nord a seguirlo e a condividere le sue idee. E i sindaci, governatori e presidenti di provincia leghisti, hanno lavorato bene e seriamente. Questa è la verità. Poi la malattia. Bossi è risorto da una situazione drammatica. Ma i segni sono rimasti. Nel corpo e nella mente. Ma un simbolo come lui è stato, ed è, per la sua gente, doveva portare avanti la sua battaglia. Lo ha fatto ma le difficoltà erano palesi nei gesti e nelle parole ed in tutta la debolezza che il suo corpo dimostrava. Si è affidato alla famiglia e a coloro che credeva amici. Tutti lo hanno tradito. Fino a svergognarlo. Ma nessuno scrive, parla o sente pietà, umana pietà, per quest'uomo diventato attore di una vera tragedia ? Io non ho mai votato Lega e mai ho apprezzato certe sparate populistiche. Ma vedere che un certo Formigli inizia il suo Talk sventolando un cappio, o sentendo un certo Civati (PD) dire che con Bossi ancora presente il PD vincerebbe a man bassa anche nelle valli Bergamasche, ecco mi fa schifo. Picchiate, picchiate pure sulle umane disgrazie di Bossi. Ormai è finito. Ma Bossi rimarrà sempre come simbolo politico importante mentre voi, pennivendoli da niente, più che per infierire non sarete ricordati.

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