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"Bisognerà farsene una ragione"

5 Aprile 2012 alle 18:30

Non concertazione, ma dialogo, anzi no, mera “consultazione”. Schermi lessicali da euro-burocrate, a mascherare la seconda promessa e mancata rivoluzione culturale, dopo la liberalizzazione ridotta in briciole. Sin qui le uniche rivoluzioni culturali di cui questo governo s’è dimostrato capace sono l’assuefazione alla povertà, via austerità, per pensionati e redditi bassi; la punibilità della proprietà; l’odio per l’evasore fiscale e annessa cancellazione della privacy, modello DDR. Vabbe’, come da invito dell’Elefantino, “bisognerà farsene una ragione”. Ma almeno sbrighiamoci con questa solfa della riforma del diritto del lavoro, che verrà utile solo quando il lavoro ci sarà, cioè quando il paese uscirà prima da recessione e poi da stagnazione, ovvero quando diminuirà l’oppressione fiscale, oppure quando diminuirà la spesa corrente statale. Magari fra dieci anni. Una qualunque soluzione va bene, basta che Bruxelles e Berlino la approvino (purtroppo mercati e investitori mica sono stupidi).

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