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Giuliano Ferrara senatore a vita.

4 Aprile 2012 alle 13:00

Stamattina alle 5,30 il telefono mi ha svegliato. Una voce metallica che si è qualificata per un sistema automatico di randomizzazione mi ha comunicato che ero stato selezionato per esprimere la mia opinione sul momento politico. Qualcosa non deve aver funzionato perché prima che potessi dire una parola è partita una raffica di domande senza la minima pausa. Come giudica la proposta di rinviare le elezioni del 2013 per non interrompere l’azione del governo? Se Monti decidesse di fondare un partito lo voterebbe? Ritiene possibile una partitocrazia senza partiti? Come vede il ritorno di un sistema elettorale proporzionale? Si parla dell’esigenza di un nuovo soggetto politico: di cosa potrebbe trattarsi? Cosa pensa della riforma del mercato del lavoro e dei problemi sorti intorno alla riscrittura dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori? Da dove si dovrebbe cominciare per una grande affermazione della politica dopo l’anomalia del governo tecnico? Ha da suggerire una mossa vincente? Qui la voce si è finalmente interrotta e io ho detto quasi gridando:”Si dovrebbe cominciare con la nomina a senatore a vita di Giuliano Ferrara”. La comunicazione è caduta di colpo, le luci si sono spente, si è scatenata una gran bufera di acqua e vento e nei riquadri ancora quasi bui delle finestre è stato tutto un fiammeggiare di lampi e fulmini. E saette.

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