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Brutta storia l’art. 18

3 Aprile 2012 alle 07:30

Anche io faccio fatica a capire l’importanza dell’abolizione dell’art. 18, o per lo meno cosa c’entri questo con la disastrosa situazione della finanza pubblica italiana. Credo ci siano questioni molto più importanti da affrontare. Inoltre, vista la crisi economica, forse non è il momento di procedere con la modifica dell’art 18, già troppa gente è a casa senza lavoro (dimostrazione che licenziare si può), già molti imprenditori sono tentati di penalizzare il dipendente, togliendogli quanto più possibile. Oggi, di modi per penalizzare il dipendente ce ne sono tanti: dalle lettere di licenziamento in bianco, alla firma di permessi non retribuiti mai esistiti (per pagare di meno gli operai), ad aziende che nascono e muoiono come nulla, per poi lasciare tutti al verde (salvo chi organizza il tutto). L’anello debole, purtroppo, sono spesso i lavoratori stranieri, che firmano tutto pur di lavorare, che accettano paghe da fame. Tra poco, a malincuore, anche noi italiani li seguiremo, se vorremo lavorare. Quanto ai nostri figli, si vedrà in che genere di mercato del lavoro dovranno vivere.

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