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Vecchio mondo della giustizia in coma.

2 Aprile 2012 alle 09:40

Notizia riportata con grande rilievo già da ieri: a Palmi un magistrato (addirittura dell'antimafia) è stato arrestato: 1) "Vizi con i soldi dei clan" (Avvenire); 2) "Escort dai boss al giudice Calabrese promosso dal Csm" (Corriere), titolo di un ampio articolo di Luigi Ferrarella, che 20 pagine dopo firma un fondino: "Il giudice, la promozione e le escort. Quel caso che imbarazza il CSM". Premesso che la scoperta è di un magistrato, come mai un simile comportamento, grave (gravissimo)e continuato, non è stato scoperto dal Csm, che lo aveva promosso fino a portarlo a giudice dell'antimafia? Cosa fa questo Csm, oltre che alimentare uno spropositato potere? Quello che preoccupa di più è che tale Csm aveva aperto addirittura un procedimento disciplinare. Se poi uno dice che il sistema giustizia è da rifondare (tutto da rifare... fino alla Cassazione, ora che comincia a dare qualche segnale inquietante anche la Corte Costituzionale) si è accusati di voler schiacciare l'autonomia e l'indipendenza della magistratura. Ma è da tempo che la gente è veramente scandalizzata! A parte le vecchie problematiche del Csm e l'incomprensibile esistenza (in seno ad un ordine) di sindacati, guai a parlare di responsabilità dei magistrati (chissà perché?). L'autonomia e l'indipendenza vale solo per il giudizio, non per la rincorsa al potere (politico, mediatico, culturale...), alle ideologie o, peggio, alla creazione vera e propria di leggi con decisioni spregiudicate e contrarie al comune sentire (che proprio per essere tali, sono anche quelle che producono maggiore visibilità).

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