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Lettera aperta al ministro Fornero sulla pensione scippata

2 Aprile 2012 alle 07:30

Lettera aperta al Ministro Fornero. Sono una donna nata nel 1952 che dopo il secondo bambino, non avendo vicino chi potesse aiutarmi e non potendomi permettere la baby sitter, ho dovuto lasciare il lavoro. Allora, nel 1986, bastava aver superato 15 anni di contributi per avere diritto alla pensione. Le varie riforme pensionistiche avvenute nel frattempo, avevano mantenuto questa clausola. Adesso al compimento del 60° anno, per alcuni mesi di differenza, mi trovo improvvisamente eliminata la speranza di un contributo pensionistico. Mi è stato detto che con la legge Fornero la mia pensione è stata definitivamente cancellata. Non dico spostata in avanti di un periodo, come per tutte le altre. No. È stata cancellata tout court. É come se uno avesse in banca dei risparmi da parte per la vecchiaia e gli dicessero che gli sono stati requisiti. Bel colpo Ministro Fornero. Brava. Provi a fare la stessa cosa con i suoi colleghi che hanno mantenuto il diritto alla pensione con i 5 anni della legislatura. Lei viene a portarmi via la speranza di una pensione di 4/500 Euro al mese per risanare i conti di questo Stato che a questo punto non è più mio, è solo Suo. Lei in pratica a me toglie la speranza di un piccolo sussidio che mi sono pagata per salvaguardare i Suoi privilegi. Io però non intendo suicidarmi e lotterò per vedere riconosciuti i miei diritti di cittadino. Se poi risulterà che siamo tornati al Medioevo, verrò a questuare alla porta dei palazzi di Voi Feudatari come forse vorreste riaccadesse. Gemma Danesi Vi F.lli. Rizzardi 10 20151 Milano

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