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L'art. 18 e lo straniero

2 Aprile 2012 alle 13:20

Illustre Direttore: sento dire, e leggo, che secondo il Premier Monti gli stranieri sarebbero disincentivati ad investire in Italia, in estrema sintesi, per via dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Ebbene non lo condivido. Ciò che disincentiva gli stranieri è principalmente il nostro sistema giudiziario ed in particolare l’estrema aleatorietà delle sentenze emesse dai nostri giudici civili al termine di procedimenti durati anni. Al riguardo un collega britannico una volta ebbe a dirmi: In Italia è facile fare i processi, basta pagare un modesto fondo spese ai colleghi italiani così, come giocare una lotteria, poi non resta che aspettare qualche anno e alla fine qualcuno vince! Sul punto esiste un recente studio della Banca d’Italia secondo il quale addirittura il 46per cento delle sentenze civili di primo grado impugnate vengono riformate in appello. Occorre però ricordare che la stragrande maggioranza delle sentenze di primo grado non viene appellata in molti casi per l’estrema sfiducia nel sistema giudiziario degli utenti (a Bologna un giudizio di appello, che si celebra normalmente in due udienze, dura circa sette anni!). Va da sé che per l’art. 18 non è diverso. In sé considerato andrebbe benissimo così com’è, è l’applicazione che ne hanno fatto, e ne fanno, i Giudici che lo hanno reso famigerato (la statistica che sento citare in questi giorni secondo cui il reintegro viene disposto “solo” nel 50per cento dei casi – e comunque dici poco! - è, a mio avviso, irrealistica). Si abbia il coraggio di cominciare riformando la Giustizia e il resto, sviluppo economico compreso, verrà da solo.

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