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Viva la tendenza!

30 Marzo 2012 alle 09:40

Quando gli avversari, o meglio quei maestrini uggiosi che intendono far pedagogia per insegnarci a vivere secondo loro convenienze, sono sempre gli stessi e sempre dall’altra parte, è naturale, anzi doveroso e meritorio, muoversi nell’ambito delle possibilità, reali, intuite e, perché no, sperate, che la parte tua offre. Non si chiama trasformismo, paradosso, scherzo o barrito o bensì “pragmatismo”. Quando lo si attua con passione, con animo libero, con mente svincolata dall’idolatria, con senso critico e col necessario disincanto che permette di capire l’essenza del “legno storto”, impedendoci di passare nelle schiere dei forcaioli, non siamo trasformisti ma attenti osservatori che percepiscono le possibilità, che situazioni nuove, possano offrire per rintuzzare il monotono, sguaiato starnazzare dei soliti maestrini.

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