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La cavolata europea

29 Marzo 2012 alle 10:20

Da qualche tempo la farfalla svolazza dappertutto, finanche all’inguine dell’eterea Belen, un verme in fin dei conti che si dà le arie ma non vola: “Non v’accorgete che noi siamo vermi Nati a formar l’angelica farfalla, Che vola a la giustizia senza schermi”? (Purgatorio, X, 124-126). Anche Dante gradì l’iperbole e fece del verme-baco il bozzolo della seta, per serici foulard da ingentilir le gote. Yves Saint-Laurent, Christian Dior si son serviti del serico lepidottero e per noi, uomini eleganti e dive vaporose, la farfalla ci ha condotti al sogno di un fruscio invitante e lussurioso. Ma la farfalla di Belen, la pupa immobile lì, all’inguine, che fa capolino e non vola che cosa fa? È una falena, un semplice insetto che s’è montato la testa, caleidoscopio cangiante e fascinoso. Dar nome all’indolenza riferendosi al bruco che sarà farfalla, non mi par generoso per quell’insetto che ne’ suoi sgargianti colori ingentilisce il sogno e ci dà la speranza dell’energia “fredda”. Sarà tutto un volare di farfalle variopinte liberate dall’ossido di carbonio che soffoca il mondo, la vita e il … sindacato.

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