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Leggendo il Cerasa di ieri

28 Marzo 2012 alle 08:20

I Montiani del Pd e chi invece (come Massimo D’Alema e come Pier Luigi Bersani) sogna “una grande svolta a sinistra dopo la parentesi del Professore”. Il richiamo per i gonzi. La grande svolta a sinistra, a parte far capire cosa voglia dire e ammesso che abbia gambe per camminare, significherebbe consegnare le chiavi del Pd a Vendola e, tanto per dare un soffio di definizione, al suo laburismo anti Blair. Oppure lo stratega di Gallipoli crede,una costante delle persone molto intelligenti, di poter controllare, guidare con piglio sicuro “la grande svolta”, come credette di poter fare Veltroni quando immaginò un partito a “vocazione maggioritaria”, tirandosi dietro Di Pietro? Mamma mia! Le componenti pro montiane del Pd, non potrebbero accettare supinamente “la grande svolta a sinistra”, non tanto, si badi bene, perché innamorate di Monti ma perché, nel caso, perderebbero ogni ragione politica di esistenza. Come la perderebbero i laburisti del Pd nel caso di Grande Coalizione. Un bel dilemma. Certo, i Montiani potrebbero uscire, confluire con Casini, Terzo Polo,o dar vita al Partito Popolare 3 come catalizzatore dei consensi di tutti quelli che hanno sullo stomaco la foto di Vasto. Sono così tanti che, se si trovassero d’accordo ad esprimersi in un voto unitario, avremmo automaticamente il partito del 52%. Oddio, qui si rischia di passare dall’utopia dell’unione a sinistra a quella dell’unione dei moderati sotto un’unica bandiera. Non è pane per i nostri denti.

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