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Eyes Wide shut

26 Marzo 2012 alle 16:30

Apparentemente il governo è di stampo riformatore: la riforma delle pensioni, ora l’art 18. Tuttavia non disdegna l’imu (la patrimoniale sulla casa, è meglio), uno degli errori politici più grossolani. La casa è il luogo simbolo del risparmio oltre che uno dei desideri più ambiti per l’italico. Colpire il risparmio è un non sense politico, sociale ed economico. La riforma del lavoro esclude la flessibilità in uscita per il pubblico impiego, una delle cause del debito; altro errore poiché separa l’ambito produttivo dal noto parassitismo della PA (si parla di un milione o giù di li, d’esuberi). Lo spread alle stelle (siamo sempre in emergenza per un motivo o per l’altro) doveva imporre una politica economica radicalmente diversa che avrebbe ridotto lo spread e creato le condizioni dello sviluppo, ma si è preferito tassare impoverendo tutti, e il debito, con la recessione in atto, aumenterà senza intaccare le cause. All’inizio pensavo che Monti (e il colle) fosse il deus ex machina della situazione. Oggi non è chiaro se i due sono ostaggio dei partiti-stato, o degli interlocutori malleabili per la politica primo repubblicana. E’ certo che l’esecutivo non è in grado di de tassare nulla, in questo modo privilegiando solo i grandi gruppi industriali a danno dei cinque milioni di piccoli e medi imprenditori, d’ogni settore, che peraltro troppo spesso si suicidano. Suona la campana a morto per la diversità (e la ricchezza) italiana, con gran piacere dell’Europa ed evidentemente anche per la trimurti colle-governo-parlamento. Il ceto medio produttivo, grande elettore dei governi di destra e del PDL si avvia sul viale del tramonto, lasciando campo libero al ceto parassitario che esce vincitore e alleato dell’esecutivo e del parlamento.

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