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La riforma dell'articolo 18 a me, molto sinceramente, pare una presa in giro

24 Marzo 2012 alle 08:30

Proprio così. Almeno a quanto parrebbe dalle anticipazioni. Davvero faccio fatica a comprendere i peana dei vari Alfano e Casini. E più ancora faccio fatica a comprendere le lamentazioni delle Camusso o dei Bersani. Perchè? Perchè a fronte della marginalità di fatto del ricorso a fattispecie previste dall'art. 18, e vedremo se il testo del governo indurrà variazioni numeriche della casistica, cosa tutta da dimostrare, l'unica certezza che sembra di poter intendere è che vi sarà un aumento generalizzato delle contribuzioni e quindi del costo del lavoro, senza peraltro alcun beneficio per le tasche dei lavoratori occupati. Incremento del costo del lavoro che, è bene specificare, si verificherà anche per le piccole imprese, che dall'art. 18 non erano minimamente interessate. Con conseguente aumento dei già sfavorevolissimi indici costi/retribuzioni effettive e, in ultima analisi, perdità di competitività del sistena Italia, già compromessa oltre quanto compatible con lo sviluppo, come dimostrano i numeri degli ultimi dieci anni. Ora, che vi siano cantori genuflessi di un governo che a me, personalmente, sembra francamente pessimo, posso anche comprenderlo. La schiena dritta e il coraggio delle proprie opinioni non è da tutti. Preoccupa, e non poco, che non vi siano posizioni che contrastino questo pensiero unico o, anzi, almeno che lo facciano da posizioni liberali. Quelle totalmente assenti, ancora una volta, da un governo dirigista (basti vedere le liberalizzazioni, autentica barzelletta statalista) e padrone dei cittadini-servi, che ci porterà alla rovina.

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