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Perché la meritocrazia nell’Ente Pubblico è controproducente

23 Marzo 2012 alle 19:00

Nel privato la logica è semplice: c’è il padrone, e l’interesse in base a cui giudica i dipendenti e collaboratori è il bene dell’azienda. Nel pubblico, dove il “padrone” è il politico, la questione è più complessa. Qui l’interesse dello Stato, della comunità e il rispetto della legge arrivano dopo altri interessi, diciamo che sono al quarto posto.

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