cerca

Illiberale

22 Marzo 2012 alle 08:00

Ipotizzo che il sig Whyte (Cobden center, wow) pensi di sè di essere un liberale. Immagino che la qualifica gli venga anche riconosciuta, universalmente e da (diciamo così) liberali suoi pari. Se è cosí, nel suo intervento sul matrimonio gay, pubblicato oggi, commette degli errori grammaticali tanto marchiani da essere un po' buffi. A partire dal formidabile incipit: "Si deve permettere a un uomo...?". Ma un liberale non si pone in nessun caso questa domanda. E quando raramente dovesse farlo, immediatamente la riconosce, e prudentemente la segnala al lettore, come eccezione, o come non sua. Per un liberale libertà e uguaglianza di fronte alla legge sono auspicabili regole, che non hanno bisogno di ragioni. Divieti, obblighi e discriminazioni necessarie eccezioni, da giustificare singolarmente e con attenzione. La domanda potrebbe invece essere: "Si deve vietare a un uomo...?". Certo che un liberale può ritenere che due a uomini non debba essere concesso il matrimonio, ma rispondendo "sí" alla seconda domanda, non "no" alla prima. La frittata è completa poche righe dopo, dove il gentile signore mette sullo stesso piano ("fascisti", sic) le due parti. D'accordo anch'io, quando mi avrà trovato un laicista (1) che si proponga di vietare il solo matrimonio etero. Il fatto che una persona così basilarmente, e simpaticamente, illiberale si acconci, in perfetta buona fede, a dare pubbliche lezioni di liberalismo è un segno dei tempi: l'idea ha vinto, ma proprio per questo è divenuta luogo comune.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi