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Babbo non vuole, mamma nemmeno: Elsa e Mario come faremo?

20 Marzo 2012 alle 09:30

Una cosa è certa, se la montagna partorisse un topolini, ci aspetterebbero altri dieci anni d'immobilismo. E’successo che la crisi economica abbia smascherato senza pietà l’anomalia intrinseca, anacronistica, del mènage a trois, Politica, Sindacati, Confindustria. La base su cui s’è costruito quello che viene chiamato Sistema Paese. La procedura era consolidata: bassi salari, bassa richiesta di produttività, difesa ad oltranza del posto di lavoro, invece che del “lavoro”, enfatizzazione dei diritti, "il grande inganno ideologico” come lo chiama il Direttore, la P.A usata impropriamente come ammortizzatore sociale e collettore di consensi. Questo andazzo, da socialismo reale infiocchettato da democrazia, ha generato illusioni “sociali” e un debito pubblico colossale. Un tunnel senza uscita. Ma ora il Governo ha lasciato il lettone, la Politica ha messo le gambe fuori dal letto, il vecchio patto e il metodo consociativo sono in confusione, in apnea d'alternative all'amato modus operandi. La rivoluzione copernicana si completerà quando la concezione attuale del mercato del lavoro, il luogo comune di come lo s’intenda le sue propaggini burocratiche, sindacali e politiche, non saranno più ritenute il centro dell’universo; come si sosteneva lo fosse la terra. Buffo eh! La Fiom nelle vesti del Cardinale Bellarmino. I sindacati sono ancora increduli e non riescono a realizzare come il Governo possa modificare la regolamentazione del mercato del lavoro senza il loro assenso. Vivono la sconcertante realtà che il Governo possa fare anche quello che loro non vogliono. Appunto, la rivoluzione Copernicana. Speriamo che Martedì 20 sia un Martedì grasso: la fine del Carnevale. E la Quaresima, purificazione dalle abbuffate precedenti, come motore della crescita.

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