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Prostrati di fronte al dio spread

19 Marzo 2012 alle 20:30

Con la benzina a 2 euro al litro l’Italia si sta progressivamente fermando, con conseguenze deleterie sul ritmo dell’attività economica, cui si sommano gli effetti negativi sul sistema dei prezzi del rincaro dei costi di trasporto. A questo si aggiungono i fortissimi aumenti delle bollette energetiche che tagliano ancora drasticamente le disponibilità di spesa di famiglie e imprese, queste ultime anche alle prese con la stretta del credito. Se poi teniamo conto che fra qualche mese si abbatteranno completamente sui contribuenti le misure fiscali di recente decise (IMU, IVA e altri inasprimenti), non è difficile immaginare che il prossimo autunno potremmo vivere una stagione veramente drammatica, con diffuse crisi aziendali e generalizzati fenomeni di disoccupazione. Occorre pertanto fare appello a tutte le forze politiche, salvo a quelle che, in una situazione tanto difficile, vorrebbero porre in cima all’agenda del governo i vertici RAI, affinché si facciano promotrici di misure che contrastino seriamente e con urgenza questa deriva recessiva innescata dalla devozione allo spread. In un clima di soporifero appiattimento nell’esaltazione dei meriti del governo dei tecnici, che, se non si inverte la rotta, rischia di vanificare l’obbiettivo del pareggio di bilancio nel 2013 (con la spirale perversa di ulteriori misure correttive). E’ necessario fare presto e bene, signori parlamentari, per evitare che a breve qualcuno possa svegliarci affermando: “signore e signori, la Grecia è servita!”.

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