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Copione per comici che fanno satira

18 Marzo 2012 alle 08:00

Apprendiamo oggi che il Presidente del Consiglio, dopo aver ricevuto note d’apprezzamento dalle parti significative del Globo Terracqueo, è riuscito a far capire l’oggetto di studio agli alunni che, avendo compreso, hanno superato gli esami mano nella mano. Naturalmente non possiamo che essere orgogliosi del Professor Monti in ogni senso, se la realtà è quella che ci viene sottoposta ma, vien da pensare: come è possibile che un uomo solo metta d’accordo altre persone che non riuscivano neppure a sedere al medesimo tavolo, quasi come soffrissero d’allergia reciproca?! Un comico che fa satira, potrebbe strutturare un copione all’incirca in questo modo: “Vecchia aula di antica scuola, banchi in legno, calamaio e penna con pennino. Tre alunni imbrillantinati (chi può), grmbiule nero, colletto inamidato bianco e fiocco blu. Immobili, fermi. Entra il Direttore Penna Bianca (siamo alle elementari), bambini! siccome non avete ancora capito nulla del perchè si viene a scuola e l’anno sta per finire, ora si fa un compito in classe e chi disubbidisce o si comporta male, prima va dietro la lavagna, se insiste va fuori dalla classe e, se non basta, verrà accompagnato dalla Mamma ! Chiaro?!”. I tre bambini rimangono immobili e così saranno promossi. Ma poi, da adulti, quando dovranno/dovrebbero: camminare da soli, coma faremo noi a difenderci? Già, a quel tempo, esisteva il Collegio Correzionale…

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