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Ghigno totalitario

17 Marzo 2012 alle 13:00

In Corea del Nord l’eugenetica ha un ghigno totalitario. Il dottor Ri Hwang-chol, fuggito dai gulag di Pyongyang grazie a New Right Union, organizzazione religiosa che assiste i fuoriusciti dal regime rosso del defunto Kim Jong Il, ha da poco denunciato che: “Non ci sono disabili nella Corea del Nord”. “I bambini con disabilità sono uccisi appena nati o abortiti negli ospedali o a casa, seppelliti in tutta fretta. La pratica è incoraggiata dallo stato come un modo per purificare le masse ed eliminare le persone che possono essere considerate differenti”. C’era stato il libro di Bradley Martin, “Under the Loving Care”, nel quale si parla dell’assenza di handicappati a Pyongyang. Il 16 gennaio 2003 l’Herald Tribune pubblicò l’inchiesta di Nicholas Kristof: “La volta in cui mi fu concesso di entrare in Corea del Nord, anni e anni fa, non ho potuto trovare nessuno in carrozzella, sulle stampelle o senza una gambe”. Le notizie simili sono molte di più e fanno rabbrividire. Per questo insistere sul valore della vita nascente è un compito profetico e civile di tutti.

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