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Facebook diventa il "mondo reale", a discapito della ormai "artificiale" vita di tutti i giorni

16 Marzo 2012 alle 18:30

Ebbene sì. Ora il mio mondo è Facebook. È all’interno di questo social network che conduco la mia vita virtuale. Ho rinunciato alla mia umanità, al mio “essere uomo”, per diventare semplicemente un “profilo”. Non mi vedrete più sorridere, piangere o muovermi. Adesso sono solamente un’immagine statica, mono espressiva. Quando troverete il classico pallino verde di fianco alla mia foto significa che sono “online”, che sto vivendo. Quando invece mi vedrete in giro per Forlì, o seduto al bar intento a fumare e leggere il giornale, sarò “offline”, ovvero inesistente. D’altronde, prima di giudicare la mia scelta, provate a riflettere: dove sono finite le ragazze? È da un po’ che non ne vedo in giro. Sono tutte su Facebook, dentro i loro album strapieni di foto, intente a realizzarsi attraverso il tasto “mi piace”. Inoltre i giovani non pensano più. O meglio: la parola “pensiero” al giorno d’oggi è fuorviante; si chiama “stato”, e non può essere più lungo di 500 caratteri. È grazie a questo spazio virtuale che si scrive quello che si pensa, comunicandolo grazie al tasto “pubblica”. Riflessioni brevi, spesso futili e superficiali. Pensate inoltre a quanto sia difficile dimenticare una persona amata, estrometterla dalla nostra vita. Soprattutto se, scavando dentro di noi, scopriamo di sentire ancora qualcosa per un amore finito prematuramente, o mai corrisposto. Su Facebook, con un semplice tasto è possibile “rimuovere” chiunque si desideri, per vederlo scomparire letteralmente. La sua foto del profilo, i suoi “stati”, tutto ciò che pubblica, spariti nel nulla. Con un solo tasto ci è data la facoltà di cancellare un individuo dalla nostra vita. E giorno dopo giorno, anno dopo anno, la vita continua a scorrere all’interno del computer, seguendo il suo regolare fluire, aspettando che un improvviso blackout funga da giudizio universale, spegnendoci e annullandoci tutti.

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