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Candidature politiche e corruzione susseguente

14 Marzo 2012 alle 14:00

Il Pm Ingroia ha dichiarato che non esclude una sua discesa in politica e che ha già rifiutato varie proposte di candidatura ma che questo non vale per il futuro. La Cassazione ha stabilito il principio che il prezzo della corruzione può essere successivo, anche di molto nel tempo, all’atto contrario ai propri doveri del pubblico ufficiale. Se ciò accadrà, applicando a lui stesso il metro di giudizio e la cultura del sospetto che Ingroia pratica nell’esercizio della sua attività di Pubblico Accusatore, egli si dovrebbe autoprocessare per il reato di “corruzione susseguente”. Esisterà, infatti, il più che ragionevole dubbio che i suoi aspiranti “datori di lavoro” (leggi: Di Pietro, Vendola, Bersani) vogliano remunerarlo con una candidatura per i servigi resi. Tutti sappiamo quanto vale un seggio alla Camera o al Senato.

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