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La magistocrazia

13 Marzo 2012 alle 10:00

Scrive il Direttore: ”Una “vendetta” in nome della norma della giurisdizione contro il potere esecutivo e i suoi uomini dovrebbe essere per definizione esclusa dal novero delle possibilità”. Già, dovrebbe. Forse non è ancora ben chiaro che tutto quello che è successo da noi, da Mario Chiesa in poi, non è altro che una lotta ricorrente contro il potere esecutivo, cioè il Governo. O meglio contro il “governare”. Saltato nel 1993, il bilanciamento costituzionale nei confronti dell’ordine giudiziario, ed essendo quello Parlamentare condizionato dagli umori delle coalizioni, divise e conflittuali al loro interno, resta il monolite, un ordine che s’è fatto potere, che di fatto, con cento sfaccettature diverse, contingenti, opportunistiche, politiche ha influenzato, indirizzato, controllato pro domo sua, la vicenda politica nazionale negli ultimi vent’anni. E’ ovvio che intorno al monolite si siano creati fiancheggiamenti e consensi interessati. Il circo mediatico, il giustizialismo moraleggiante, il Pala Sharp, lo Smeraldo e ammennicoli vari, trovano nel monolite il loro punto d’aggregazione, sostegno e riferimento. Basta vedere chi ha storto la bocca o addirittura contestato la sentenza d’annullamento di Palermo, per capire chi vuole conservare l’ancien regime. E’ importante, molto più importante per la congrega, che l’esecutivo possa rimanere perennemente sotto tiro, di quanto possa fare per combattere la Mafia. Anzi la Mafia viene buona per sostenere il teorema dello “Stato mafioso”. La radice del fatto. La piccola Monkey l’ha capito, i suoi sbadigli garbati e gentili, erano rivolti all’ottusità degli italiani.

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