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L'Italia a gambe ritte

13 Marzo 2012 alle 08:00

Che immagini del nostro Paese mandiamo per il mondo? Con le brutte figure che collezioniamo in politica estera e in quella interna con la corruzione che dilaga, e un’economia piena d’incertezze, potremmo anche cercare di diffondere immagini più positive e rassicuranti di quelle che da qualche tempo ci capita di vedere. Tutto il mondo ha ancora in mente la nave Concordia della Costa spiaggiata davanti all’isola del Giglio nell’Arcipelago toscano, come una balena resa asmatica da migliaia di plastiche non biodegradabili, vittima di un inestricabile groviglio di vanità e incompetenza. O i famosi Bronzi di Riace da molti considerati le più belle statue greche di bronzo del mondo, da tre anni a Reggio Calabria, schienati nell’androne di Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale, in attesa che siano completati i lavori del Museo Nazionale della Magna Grecia che potrebbe salvarli dalla salsedine marina, dallo smog della città e dalle polveri provenienti dall’Etna. Infine, in questi giorni è transitata per le vie di New York una statua placcata oro come la più famosa delle Bond girls, lunga oltre dieci metri, opera dello scultore turco Sekan Ozkaya che avuto l’onestà di intitolarla “Il David, da un’idea di Michelangelo”. Sì, proprio il David, simbolo della grandezza della città di Firenze nel Rinascimento, è stato trascinato sdraiato su un fianco a bordo di un rimorchio fino al cuore di Manhattan, tra due ali di folla festante che l’ha immortalato in migliaia di fotografie, vero albatros in balìa della curiosità dei marinai sulla coperta d’un qualsiasi peschereccio. Solo chi avesse seguito il capolavoro di Michelangelo fino alla sua destinazione, l’avrebbe visto recuperare davanti allo Storefront of Art and Architecture un assetto iperbolico ma sicuramente più dignitoso.

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