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Io sto con gli inglesi

13 Marzo 2012 alle 10:45

L’Italia è un paese (non una nazione), politicamente e culturalmente debole. Ha rinunciato da tempo a un ruolo attivo, e del resto una non nazione, che deve fare! Noi siamo quelli che in Afganistan sono in “conflitto umanitario”. Siamo quelli che lasciano i marò in mani altrui, contrariamente ai trattati internazionali, che valgono per tutti meno che per noi. Noi siamo quelli che scrivono sui giornali straneri che l’Italia non è un paese democratico, perché c’è Berlusconi. Condivido il non democratico, ma sposterei il tiro. Noi siamo quelli che hanno cinque milioni di pendenze giudiziarie, peggio della Nigeria, e lo sanno tutti. Noi siamo quelli che i francesi hanno trattato da “cacatoe” per decenni sui terroristi colà riparati, senza battere ciglio. Oggi il Brasile fa lo stesso. A proposito che cosa abbiamo fatto per reazione? Niente. Solo parole, indignazione e sciocchezze del genere, poi concretamente nulla. Noi siamo quelli che mandano giornalisti pro Iraq a zonzo, li rapiscono, paghiamo il riscatto (che non è legale, ma va bene lo stesso) e poi ci ammazzano un esponente importante dei servizi. Di tutto accusiamo gli americani; tanto sopportano le bizze degli infanti. Chi volete che telefoni e a chi per liberare ostaggi! Hanno ragione gli inglesi: non trattano con i terroristi, perché sono in guerra e non in “conflitto di pace”. Hanno tentato di salvare un loro connazionale e se riuscivano, anche il nostro. E’ andata male, ed è una disgrazia, ma Napolitano ci risparmi la sua indignazione patriottica, perché non si sa che patria sia l’Italia.

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