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Una ulteriore contrazione dei consumi non è affatto sostenibile

12 Marzo 2012 alle 16:30

I consumi in Italia registrano un calo del -2,8 per cento contro una flessione del -0,1 per cento a livello europeo. E’ un dato che mette in luce l’aggravarsi della situazione dell’economia reale del nostro Paese. Intanto, come di recente confermato, dal prossimo mese di ottobre l’aliquota Iva ordinaria, già innalzata dal 20 per cento al 21 per cento, aumenterà di altri due punti percentuali, passerà dal 21 per cento al 23 per cento. Così l’Italia batterà un nuovo record: l’aliquota IVA sarà la più alta d’Europa. Si afferma che trasferire l’imposizione dalle persone alle cose favorisce lo sviluppo. Ma nell’immediato non si parla affatto della riduzione delle aliquote IRPEF! Di certo vi sarà un ulteriore aumento dei prezzi al consumo che sarà molto superiore ai due punti percentuali previsti per l’IVA. Ed una ulteriore contrazione dei consumi non sarà affatto sostenibile. In particolare a soffrirne di più saranno le classi più deboli che destinano, per sopravvivere, quasi tutto il loro reddito per l’acquisto di beni di prima necessità. Peraltro l’unico settore a “tirare”, nella recessione, è quello dei “giochi”. Infatti le persone, in disagio economico, giocando acquistano anche la speranza ed un sogno di felicità. Segno anche che si preferisce affidarsi più alla fortuna piuttosto di credere in una ripresa reale del Paese.

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