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Politica: ecce homo fortis (Italia che vai…)

12 Marzo 2012 alle 15:45

Si dice, per delegittimare e controbattere le mazzate del neo-Governo, che gli attuali ministri, da vecchio “adagio”, non sono stati “eletti” come si conviene e perciò sarebbero discutibili (nella forma più che nella sostanza). Gli eletti, invece, loro sì sono stati eletti (o piuttosto imposti, che fa molta differenza: gli eletti che rappresentano il sistema democratico dei “nominati” dai singoli segretari di partito). Il sig. Alfano (PDL) archivia la pratica Riccardi per una sfiducia che non doveva neppure nascere (e ben 46 del suo partito a sostenerlo, inoltre). “Il caso è chiuso… ma eviti di rifarlo!”. Già, cosa potrà mai essere al confronto del “no pasaran”: sì, quella mancata patrimoniale che fa da cerniera e tante cose sanerebbe fin tanto che il ferro non andrà a raffreddarsi. Per rimanere tra i tantissimi privilegi altri se ne aggiungono, quando si sente del trattamento di miglior favore riservato ai parlamentari: mutui a tasso variabile a vent’anni all’1,57 per cento, non male, quando si pensi che in Germania il Presidente repubblica è stato dimissionato per aver accettato un tasso agevolato del 4 per cento? Che altro?

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