cerca

Negligentia in vigilando

10 Marzo 2012 alle 08:00

Che le lauree siano prive di ogni valore e che si continui a épater les bourgeois- ora proletari- con la promessa della falsa emancipazione attraverso l’accademia è stato sperimentalmente verificato dalla intervista a Sara Tommasi, trasmessa dalle Iene ieri (festa della donna). Ormai si può dire degli accademici quello che Cicerone diceva dei sacerdoti, che non potevano trattenersi dallo scompisciarsi quando si incontravano e ammiccando alludevano alla credulità di coloro che li prendevano sul serio. Che un’addottorata alla Bocconi ignori l’A:B:C non dell’economia, ma le nozioni comuni a chiunque sia vivo in questo mondo: cosa sia lo spread, dove sia la Bce, chi sia Draghi, confuso con Fazio ecc. è un orrore che meriterebbe la gogna e la pubblica ignominia di tutto il senato accademico che si è reso responsabile di tale comodato in atti di ufficio. Monti dovrebbe intervenire, dal momento che alla sua eminenza ci siamo affidati e che si propone di ritornarvi. Le autonomie accademiche, come quelle di tutte le magistrature prevedono una vigilanza del proprio corpo su tutti i membri della corporazione, perché l'errore del singolo si riflette su tutti; lo facciamo per gli errori dei preti, quando accusiamo la chiesa di negligenza in vigilando, perché non dovrebbe avvenire lo stesso per il corpo docente, per i magistrati, per i medici e per i politici, per i quali si fa valere il principio della responsabilità individuale, mentre agiscono “in persona publica”?

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi