cerca

Aborto-post partum

9 Marzo 2012 alle 08:30

Ogni tanto qualche voce dissonante si fa sentire, una prestigiosa rivista scientifica che lascia spazio a bioeticisti che sostengono la possibilità di sopprimere bimbi appena nati, non mi piace affatto. Potranno addurre tutte le tesi che vogliono ma sono burocrati che discutono di vita e di morte, cosi come si discute di frutta e verdura. Non meritano attenzione, ai tecnocrati della morte non dovrebbe essere dato né spazio, né ascolto, anche se, certamente, troveranno qualche seguace, dato il nichilismo dominante. Non ci si deve arrendere, però, all’aridità del puro raziocinio, la vita è un dono, anche le vite più disperate lo sono. Mi rendo conto che è facile fare queste affermazioni se si vive in un contesto di benessere materiale e morale, ma amo troppo i bambini per pensare diversamente. Ho visto piccoli anche di 600 grammi, rinsecchiti, brutti nella loro incompletezza ma vitali e reattivi. Molti ce l’hanno fatta a crescere e diventare bellissimi bambini. Nei reparti di terapia intensiva neonatale, professionisti che credono nella vita lottano ogni giorno, per salvare esseri minuscoli, fragili e indifesi, sono l’unico esempio di cui parlare. Sarò tacciata d’integralismo ma l’uomo dovrebbe avere l’umiltà di accettare i suoi limiti. Una cosa é evitare l’accanimento terapeutico, una cosa é uccidere. Comprendo la laicità della scienza ma un maggiore senso della dimensione umana credo che ci possa aiutare a vivere meglio, anche con una preoccupazione in meno… non dover decidere chi e quando qualcuno deve morire.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi