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Quale vita è degna di essere vissuta?

8 Marzo 2012 alle 08:00

direttore, il Tribunale di Isernia ha condannato la asl e la ginecologa a un risarcimento di un milione di euro oltre a un vitalizio di 4000 euro al mese a favore dei genitori di una bambina disabile, nata senza braccia, visto che il non aver riconosciuto e quindi segnalato la malformazione, malgrado varie ecografie, ha negato ai genitori la possibilità di esercitare pienamente l’eventuale diritto alla scelta dell’aborto. Chiaramente solo i genitori della bimba, che oggi ha sei anni, vivono le gioie, i dolori, la realtà quotidiana e hanno la piena consapevolezza della vicenda. Dal mio punto di vista, vorrei sottolineare che sempre più spesso, su vicende che hanno implicazioni religiose, culturali, antropologiche e che definiscono l’idea che abbiamo sulla società e sulla famiglia, la decisione giudiziaria diventa l unico elemento di verità e spesso la "sentenza" diventa interprete di quella cultura eugenetica e positivista che si arroga il diritto di stabilire quale vita è degna di essere vissuta , e fino a che punto.

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