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I dissociati orfani

8 Marzo 2012 alle 09:00

Flos Florum, dal vaso di Sèvres da cui goccia a goccia perde la vita, «Son eau fraîche à fui goutte à goutte, Le suc des fleurs s’est épuisé; Personne encore ne s’en doute. N’y touchez pas il est brisé», non s’è reso conto della tragedia che lo sovrasta. Ognuno dei floricultori crede di essere l’unico ad avere un fiore cui dedicare la propria passione. Bon Dieu! come perdonare tanta supponenza? “Amicitia inter pocula contracta plerumque vitrea”, come fidarsi della fragilità dei vetri? Si firma (un tempo si firmavano le cambiali a iosa e a peso) di tutto, dall’amore di gruppo a quello omosex e a quello solitario, non si fa caso se sotto le coltri c’è lui o la lei che brama la nostra effusioni. C’è il sesso, e tanto basta perché la firma eccelli in precedenza e in fama. Berlusconi non c’è più? Peggio per lui, inventarsene uno posticcio non sarà un problema irrisolvibile, non saranno i “marò” incarcerati in India a farci desistere dall’impresa (siamo dei duri). Abbiamo bisogno di un Berlusconi, a chi offriremmo le Violette che appassiscono, stremate, in fondo al cuore?

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