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Il rancore per Dalla

7 Marzo 2012 alle 09:15

Che Dalla fosse gay si sapeva da tempo, da molto tempo. Che preferisse vivere questa situazione “in santa pace” e nell’ambito della fede, era anche questo conosciuto. La sinistra sconfitta in ambito economico dalla storia, ha un’identità chiara e sicura sui temi eticamente sensibili. Sempre a favore dell’aborto, dell’eutanasia e dell’omosessualità. Lucio Dalla che visse in privato la sua condizione, è per “l’intellighenzia” pro sinistra un “successo mancato”. Un tempo s’affermava che la “proprietà privata è un furto”, così ora la condizione omosessuale privatizzata è un altro tipo di furto. Nell’arena del grande fratello dove nessuno ha vita personale, un individuo famoso “non può” auto escludersi come un borghese qualsiasi. E’ la loro nozione di peccato; è peccato essere religiosi e al contempo omosessuale. L’ordine nuovo, prossimo venturo, non concepisce l’idea stessa di peccato. Non per rimescolare le carte, ma se l’aborto non è un peccato contro la persona e l’umanità, che mai sarà l’omosessualità? La libertà assoluta, senza vincoli, è il verbo che accompagna la rivoluzione del costume e l’inversione della nozione stessa di peccato. Giovanni Testori, un altro omosessuale cattolico, visse con grande dolore il suo disordine, di Dalla non saprei dire. Ogni uomo ha la sua inclinazione al peccato, quale che sia. Ognuno deve comprenderlo, circoscriverlo e con le armi che ha, combatterlo. Dalla è un “guerriero” e un esempio anche per gli etero, non può essere amato né tanto meno compreso da questi piccoli censori portatori di tenebre.

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